Antichi pomodori di napoli

etichetta narrante

La varietà
Con il termine “antichi pomodori di Napoli” si indicano oltre 30 ecotipi della tipologia san marzano. Dalla forma allungata e di colore rosso vermiglio con diverse sfumature, questi pomodori hanno una buccia sottile e un sapore dolce e aromatico. La scarsa competitività in termini di costi di coltivazione ha favorito nel tempo la diffusione di varietà commerciali. Il Presidio vuole salvaguardare la biodiversità varietale tutelando le popolazioni autoctone.

Il territorio
I campi coltivati si trovano nelle pianure dell’agro nocerino sarnese, nell’agro acerrano nolano e nei comuni di Striano, Poggiomarino, Boscoreale, Pompei, Santa Maria La Carità, Sant’Antonio Abate, Castellamare di Stabia, Gragnano, Casola, Lettere e Pimonte. I suoli di origine vulcanica sono sciolti, ricchi di fosforo, potassio e sali minerali. Il clima è mediterraneo, caratterizzato da un lungo periodo di siccità estiva ed inverni piovosi con temperature miti, condizioni ideali per la produzione di ortaggi.


La coltivazione
I produttori del Presidio coltivano complessivamente circa 4 ettari a pomodoro.
I semi, selezionati e conservati dai produttori, si seminano in vivaio a marzo e le piantine si trapiantano in campo dalla seconda metà di aprile alla prima decade di maggio. Per consentire la crescita in verticale delle piante si utilizzano tutori di legno. Il terreno, lavorato con un’aratura superficiale, si fertilizza con sostanza organica e le malerbe si eliminano manualmente o con mezzi meccanici. L’irrigazione è a goccia o a solco. Si pratica la rotazione quadriennale della coltura.

La raccolta e la lavorazione
La raccolta è manuale ed avviene in modo scalare, dalla fine di luglio alla fine settembre. I pomodori possono essere trasformati in: pomodori interi in salsa, pomodori pelati, pomodori a filetti, passata di pomodori e pacchetelle.

L’etichetta narrante è un progetto Slow Food e racconta il prodotto, chi lo produce e tutta la filiera.